sabato 26 maggio 2012

La SCIENZA spiega come i nostri PENSIERI modificano le nostre EMOZIONI e il nostro CORPO


In questo VIDEO  la SCIENZA spiega come avviene il CAMBIAMENTO a livello molecolare e neuronico

VIDEO - IPOTALAMO e RETE NEURALE
I nostri pensieri possono modificare 
le nostre risposte emotive
 e il nucleo stesso delle nostre cellule





Vi siete mai visti attraverso gli occhi della persona che potreste essere?
       
       
       
Il cervello è composto da piccole cellule nervose: i NEURONI

I neuroni sono collegati ad altri neuroni per formare una rete neurale. Ogni punto di collegamento si sviluppa in un pensiero o un ricordo. Il cervello costruisce concetti seguendo le leggi della memoria associativa. 

Le idee, i pensieri e i sentimenti sono tutti ideati e connessi nella rete neurale del cervello e tutti hanno un possibile collegamento tra loro. 


Il concetto e il sentimento di amore, per esempio, è conservato in questa rete neurale, ma noi costruiamo questo concetto a partire da molte idee diverse.  
Alcuni collegano l'amore alla delusione. Quando pensano all'amore sperimentano ricordi di sofferenza, dispiacere o persino rabbia. La rabbia viene legata a una ferita, magari provocata da una persona, che quindi è collegata all'amore. 

Qualsiasi informazione elaboriamo, qualsiasi informazione prendiamo dall'ambiente circostante, è sempre influenzata dalle nostre esperienze

    Se ti eserciti molto in qualcosa quelle cellule nervose stabiliscono una relazione a lungo termine. Se ti arrabbi ogni giorno, se soffri, se assumi un atteggiamento vittimista ogni giorno, ricolleghi e rinforzi quella rete neurale ogni giorno, e quella rete neurale avrà una relazione a lungo termine con tutte le cellule nervose chiamate "l'IDENTITA'". 


I collegamenti neurali possono essere interrotti
       Ogni volta che interrompiamo un pensiero (che produce una risposta chimica nel corpo) le cellule nervose che sono collegate tra di loro, cominciano a rompere la relazione a lungo termine. 


      Quando iniziamo a smettere di rispondere con una reazione automatica di stimolo-risposta si modificherà la rete neurale e di conseguenza le risposte del nostro corpo a determinati stimoli.

      La parte del cervello che si chiama ipotalamo è come una piccola fabbrica. Qui vengono assemblate le sostanze chimiche corrispondenti alle emozioni che proviamo. Queste sostanze chimiche si chiamano PEPDITI e sono piccole catene di aminoacidi. Perciò ci sono sostanze chimiche per la rabbia e per la tristezza, per la vittimizzazione e per la lussuria. C'è una sostanza chimica per ogni stato emotivo. 

      Quando proviamo un'emozione, nel nostro cervello l'ipotalamo assembla subito il pepdite e lo libera tramite l'ipofisi nel flusso sanguigno. 

Quando viene liberato nel flusso sanguigno, si dirige verso diverse parti del corpo dove si aggancia ai RECETTORI siti nelle cellule, inviando il segnale, l'informazione alla cellula. Un pepdite in un recettore cambia la cellula in molti modi. Mette in moto una serie di eventi biochimici alcuni dei quali portano dei cambiamenti nel nucleo stesso della cellula. 

      Il corpo in sostanza è un'unità di carbonio che produce venti diversi aminoacidi (pepditi) per formulare la sua struttura fisica.
 

venerdì 25 maggio 2012

Intervista con RICHARD COHEN, autore del libro "Comprendere e guarire l’omosessualità"



Richard Cohen, Psicoterapeuta
Intervista con 
RICHARD COHEN

autore del libro

"Comprendere e guarire l'omosessualità"

Pubblicato su 
"Nuova Creatura"





  


Richard Cohen è l’autore del controverso libro "Comprendere e guarire l’omosessualità"
Il suo lavoro è stato ritirato martedì dalla libreria del El Corte Inglés (il più grande centro commerciale spagnolo) dopo le proteste da parte delle organizzazioni gay.
Un libro per ‘curare’ l’omosessualità’ fa esplodere la polemica sui social network.
Richard Cohen (Philadelphia, 1952), autore di “Capire e guarire l’omosessualità è definito come l’ex gay che ha la chiave per correggere le tendenze omosessuali. Il suo libro, scritto originariamente nel 2000, è stato edito da Libros Libres in Spagna. Martedì scorso, El Corte Ingles l’ha rimosso dalla libreria, dopo le proteste di diversi gruppi omosessuali. Cohen definisce tale decisione “un attacco alla libertà di espressione”. Non è la prima volta che il suo libro ha causato polemiche. 

Nel 2009 è stato utilizzato in Uganda  per sostenere un disegno di legge che punisce gli atti omosessuali con la pena di morte. Cohen dice che il suo messaggio è stato frainteso e che non odia i gay. Qui negli Stati Uniti è il principale sostenitore di quella che viene chiamata “terapia di conversione”, che promette ai pazienti la possibilità di sbarazzarsi delle tendenze omosessuali. Cohen non è uno psichiatra. Ha conseguito un master in terapia psicologica alla Antioch University

Attualmente detiene anche la licenza per esercitare la professione di psicoterapeuta.
Dirige un’organizzazione chiamata International Healing Foundation, in collaborazione con altri terapeuti. Riceve il giornalista David Alandete del El Paìs nelle sua casa fuori Washington, in uno studio decorato con una piccola bandiera gay, molti libri e una foto con la moglie e i tre figli.

Alandete: Pensa che l’omosessualità può essere curata?
Cohen: Che cosa si intende per curare? Non capisco la parola.
Alandete: Come non la capisce? E’ la parola usata nel suo libro.
Cohen: Nel 2008 l’American Psychological Association ha affermato che, anche se ci sono state molte ricerche sulle possibili cause genetiche, biologiche o ormonali dell’orientamento sessuale, non ci sono risultati che permettono agli scienziati di concludere che l’orientamento sessuale è determinato da uno o più fattori particolari. La scienza dice che le persone non nascono gay.
Alandete: E quello che lei fà? E’ una terapia che inverte una supposta fase  gay?
Cohen: Io credo nel diritto del cliente di autodeterminazione e di libera volontà. Se qualcuno vuole vivere una vita gay, lo rispetto. E se qualcuno vuole esplorare la possibilità di passare da gay a etero, lo rispetto lo stesso.
Alandete: Ma egli nega la possibilità che l’omosessualità sia biologica.
Cohen: Se c’è qualcosa di biologico in essa, secondo la mia esperienza, è che coloro i quali provano sentimenti omosessuali sono  estremamente sensibili. Vivono i rapporti con i genitori, con i loro coetanei ed il loro ambiente, in maniera diversa dai loro fratelli e sorelle e da altre persone intorno a loro. Questa sensibilità può gettare le basi per futuri sentimenti omosessuali.
Alandete: Da quello che ha scritto, pensa che la famiglia, la scuola, le amicizie, possono determinare l’omosessualità.
Cohen: Sì, è qualcosa della massima importanza.
Alandete: E come fa lei a fare in modo che le tendenze omosessuali possano evolversi in tendenze eterosessuali?
Cohen: Nel corso degli ultimi 21 anni ho lavorato come psicoterapeuta, ho sviluppato un protocollo per coloro che vogliono cambiare, non per coloro che sono felici di essere gay. Ho vissuto come gay io stesso, ho vissuto in una relazione gay per tre anni.
Alandete: C’è stato qualcosa dentro di lei che diceva che qualcosa non andava?
Cohen: No. Quello che è successo è che fin da bambino ho sempre avuto un sogno: essere sposato con una donna e avere una famiglia. Non era la pressione dei miei genitori, della società o della religione. Io stesso avevo il sogno di sposare una donna e avere figli.
Alandete: È stato facile per lei smettere di essere gay?
Cohen: No. Mi sono state dette molte bugie. Che incontrare la donna giusta mi avrebbe fatto diventare eterosessuale. Mi sono sposato ma reprimevo i desideri omosessuali. Non li avevo risolti. Ho fatto della terapia dopo il mio matrimonio. E’ stato in processo complesso, molto difficile. Molti terapisti mi dicevano che ero nato gay, che non c’era niente da fare. Che avrei dovuto accettarlo e vivere una vita gay.
Alandete: Ha mai avuto una relazione con un uomo dopo il matrimonio?
Cohen: Ho avuto una relazione con un uomo. E l’ho detto a mia moglie. Non cercavo sesso, ma solo un mentore maschio. Sotto il mio desiderio per gli uomini c’era una ferita. Non ricordavo che mio zio aveva abusato sessualmente di me. E ‘ qualcosa che ho represso per 25 anni, fino a quando sono stato in terapia. Poi ho trovato un mentore maschio, eterosessuale. Quando ho elaborato il lutto per questo abuso, le mie tendenze omosessuali sono scomparse.
Alandete: Lei mette l’accento sull’abuso sessuale come una causa che può sviluppare sentimenti omosessuali. Pensa che sia una causa molto comune?
Cohen: E’ una delle 10 possibili cause che ho dettagliatamente trattato nel mio libro. Non è mai una cosa sola. E’ una combinazione di diversi fattori. Il 50% dei miei clienti hanno subito abusi sessuali da parte di qualcuno dello stesso sesso.
Alandete: Non pensa che questo possa essere interpretato che lei caratterizza i gay come predatori sessuali?
Cohen: E’ il contrario. Se si vedono le percentuali della popolazione, la maggior parte dei molestatori sono eterosessuali.
Alandete: Perché?
Cohen: Perché nella società non c’è più del 2 o 3% di omosessuali. Si tratta di un questione di percentuali. Nel mio caso si trattava di un uomo eterosessuale che ha abusato di me.
Alandete: Lei fà una riflessione nel suo libro sul perché gli omosessuali tendono a coltivare molto il loro corpo, prendersi cura del proprio aspetto …  è qualcosa che si associa spesso agli argomenti sulla cultura gay.
Cohen: E’ quello che viene chiamato “sovracompensazione”, perché sentono una mancanza della propria mascolinità. Ho trattato molti culturisti maschi: non importa quanti muscoli sviluppano, interiormente si sentono ancora inferiori.
Alandete: Lei parla di un mito, rinforzato dai media, di Hollywood, di alcuni romanzi…
Cohen: E’ il mito che si nasce gay, un’affermazione che non è scientificamente valida. Ma non si può neanche dire che essere gay è una scelta. Uno non si sveglia un giorno e decide di essere gay. C’è una combinazione di fattori che spingono una persona a comportarsi come gay. Trattando centinaia di omosessuali ho scoperto un certo numero di esperienze comuni in tutte le loro vite. Si vede chiaramente anche nelle biografie di molte celebrità: hanno avuto esperienze simili. Rosie O’Donnell, Greg Luganis, Elton John, Ricky Martin, Ellen DeGeneres … tutti hanno storie simili. E’ qualcosa di clinico. Dire che qualcuno è nato gay è contrario alla natura.

venerdì 11 maggio 2012

Video Testimonianza di Danny Wallace - Ex omosessuale


Danny Wallace
  di
  Danny Wallace

Abusato sessualmente per  anni dal padre e dai suoi amici
   
Sottotitoli IN ITALIANO
a cura di 
BLOOMINGLOVE PRODUCTION

venerdì 4 maggio 2012

VIDEO TESTIMONIANZA di Charlene Cothran, ex attivista gay ed editrice di VENUS


  di
  Charlene E. Cothran, 

 ex attivista gay  

ed editrice della rivista "VENUS" 
per gay e lesbiche
   

Da quando Charlene ha cessato di sostenere i diritti di omosessuali e lesbiche, il suo giornale ha mantenuto la stessa denominazione (VENUS) ma ha mutato totalmente i contenuti, e naturalmente i suoi lettori e sponsor.

Charlene Cothran
Sottotitoli IN ITALIANO
a cura di 
BLOOMINGLOVE PRODUCTION

BloomingLove è un'associazione che aiuta gli omosessuali egodistonici a ritrovare la propria identità sessuale in Cristo



martedì 24 aprile 2012

Testimonianze di ex omosessuali: "Al momento sto vivendo una fase di neutralità, una sorta di fase di latenza"

 
 Tesimonianza tratta dal Forum
 "Si può cambiare"
 
Apuleio ha detto...
Ciao amici! sono apuleio. Volevo dirvi che ormai da qualche mese non avverto più l'attrazione per gli uomini!! Quella per le donne ancora non c'è ma sono sicuro che arriverà presto! Al momento sto vivendo una fase di neutralità, una sorta di "fase di latenza". Chi di voi è cambiato mi sa dire se c'è passato anche lui? sono molto sereno e mi auguro che tutti voi possiate sperimentare il cambiamento. per qualsiasi cosa sentitevi liberi di contattarmi su .......@hotmail.it Io continuo a proporre un incontro generale per conoscerci e confrontarci ne sarei davvero felice quindi non mi deludete! A presto, Alessio.

venerdì 20 aprile 2012

AGAPO _La Violenza Invisibile contro le persone omosessuali ego-distoniche -


La Violenza Invisibile 
contro le persone omosessuali ego-distoniche

pubblicata nel sito AGAPO
Associazione Genitori e Amici 
di Persone Omosessuali 

 www.agapo.net – info@agapo.net




Una minoranza ignorata 

Mentre gli atti di violenza contro gli omosessuali gay sono oggi denunciati con regolarità nella comunicazione pubblica, oltre a essere perseguitati a livello penale, e mentre tutta la società si appresta a offrire protezione se non a sostenere la causa delle associazioni gay, l’opinione pubblica in genere non sa neanche dell’esistenza degli omosessuali ego-distonici. Non compaiono in nessun talk show, non si fanno proposte di legge a loro difesa, non si offrono servizi sanitari, non si riconoscono i loro diritti. Eppure sono tanti, ma hanno un “difetto”: vivono il proprio impulso e orientamento sessuale con disagio.



Una minoranza denigrata e discriminata

La cultura dominante ignorando gli omosessuali ego-distonici non riconosce la loro sofferenza e liquida la questione con risposte come: "l’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano", come se l’assenza di malattia significasse salute o benessere, disinteressandosi in questo modo degli effetti che tali comportamenti generano nella psiche di queste particolari persone.


La società li tratta come se il loro disagio fosse esclusivamente dovuto a fattori esterni o alla cosiddetta “omofobia interiorizzata”.  

Sappiamo dalla nostra esperienza che, quando un giovane si rivolge a un servizio sociale, la risposta che gli viene data è quella di vivere in modo sereno la sua tendenza sessuale, ossia di fare proprio quello che lo abbatte.



La violenza travestita da atto umanitario

Nei media e nelle accademie radical rimbomba una frase quando si parla della cosiddetta “TerapiaRiparativa”: “Vogliono curare i gay”, inducendo così a credere che vi sia qualcuno che voglia costringere i gay a cambiare orientamento sessuale con la forza o manipolandoli. In realtà il presunto mostro intenzionato fare ciò, non esiste, al di là del fatto che nessuna psicoterapia di questo tipo è possibile contro la volontà della persona.
Con la pretesa di proteggere gli omosessuali si nega loro il diritto alla libera scelta terapeutica. Il presunto ”atto umanitario”delle élite radical diventa la materia prima di cui è fatta la violenza contro gli omosessuali ego-distonici.



Cedimento deontologico nell’Ordine degli psicologi lombardo in data 12 maggio 2010.

La Violenza Invisibile contro le persone omosessuali ego- distoniche ha raggiunto un nuovo culmine: l’Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia non solo nega internamente un confronto scientifico basato su dati e fatti con i rappresentanti della Terapia Riparativa, ma in una sua delibera diffida addirittura i suoi membri dal prestare aiuto in quel senso alle persone in difficoltà. Sembra che l’Ordine abbia fatto proprie le posizioni dell’attivismo gay più estremo.

Maccartismo anti-omofobia 
Sostiene il dott. Grimoldi, attuale presidente dell’Ordine degli psicologi in Lombardia: "E' il concetto stesso di riparazione ad essere sbagliato. Si ripara un'auto quando questa è guasta. Negli omosessuali non c'è niente di guasto”, facendo riferimento alla denominazione scientifica “Terapia Riparativa”.

In realtà a partire dagli anni ’20 del ’900, il concetto di “riparativo” è assai diffuso nel linguaggio psicologico e si riferisce al danno causato da traumi affettivi subiti nella prima infanzia. Non è affatto legato all’idea di “riparare” gli omosessuali. Questo il presidente di un Ordine degli psicologi dovrebbe certamente sapere.



L’omosessualità è una condizione complessa è (molto) variegata.

L’omosessualità è d’altra parte una condizione estremamente complessa e variegata e non può esistere una “soluzione unica” valida per tutti. Molte delle persone che la praticano stanno bene, altre, che fanno altrettanto, stanno meno bene; vi sono alcuni, inoltre, che escono dall’omosessualità: la maggior parte lo fa in modo “spontaneo”, altri nell’ambito di un processo spirituale, altri ancora con un aiuto psicologico. Non prenderne atto o volerlo impedire significa ribaltare il principio della tolleranza nel suo esatto opposto.
AGAPO – Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali – www.agapo.net – info@agapo.net

giovedì 12 aprile 2012

Testimonianze di ex-omosessuali:Testimonianza VIDEO di Nathanael Flock


Nathanael Flock
Sottotitoli in italiano 

 NATHANAEL FLOCK

sposato con Tiffany 
da cinque anni

  


Sottotitoli a cura di 
BLOOMINGLOVE PRODUCTION

BloomingLove è un'associazione che aiuta gli omosessuali egodistonici a ritrovare la propria identità sessuale in Cristo

martedì 6 marzo 2012

Quando una persona é omosessuale? - di Gerard Van Der Aardweg

 Capitolo due

Quando una persona
 é omosessuale?

Tratto dal libro 
Omosessualità e speranza
 di Gerard Van Der Aardweg


Le affermazioni «quest'uomo è un omosessuale» o «questa donna è una lesbica» danno l'idea che la persona in questione appartenga a una variante della specie umana, diversa dalla variante eterosessuale. L'omosessualità viene sempre più presentata come una «variante», una «preferenza», una «condizione costitutiva». Questi termini indicano che quella per­sona è nata tale: in ogni caso si tratta di una falsa concezione. 


 Le conoscenze di cui disponiamo ci indicano che le persone con inclinazioni omosessua­li sono nate con la stessa dotazione fisica e psichica di chiunque altro. Non è prova di una «diversità» naturale innata, per esempio, il fatto che una certa percentuale di uomini con tendenze omosessuali diano l'impressione di mancanza di virilità, o ap­paiano effeminati nel comportamento e negli inte­ressi.  


Gerard Van Der Aardweg
Questo è un effetto dell'educazione o di una visione di sé stessi acquisita, di un'immagine di sé appresa. La donna «virile» con tendenze le­sbiche non è tale per disposizione naturale, ma per abitudine e per uno specifico complesso d'inferiori­tà. Ci sono, d'altra parte, donne lesbiche spiccata­mente femminili che pochi, a prima vista, potrebbe­ro sospettare che abbiano quelle tendenze. 


Con le parole «complesso d'inferiorità» sto pre­correndo la mia spiegazione. In effetti, sosterrò che le tendenze omosessuali scaturiscono da un partico­lare tipo di complesso d'inferiorità, poiché per costi­tuzione una tale persona non è omosessuale, bensì eterosessuale. Un uomo o una donna può non avere, o avere in forma molto attenuata, inclinazioni eterosessuali, ma è essenzialmente eterosessuale. A rigor di termini, perciò, non esistono «omosessuali» od «omofili», neppure nel regno animale; esistono solo persone con inclinazioni omosessuali

Per esse­re coerente, eviterò il termine «un omosessuale» e userò la designazione più ingombrante di «persone con inclinazioni omosessuali».



I sentimenti omosessuali possono essere definiti come la sensazioni di essere innamorati o eroticamente attratti da una persona dello stesso sesso; ciò si ac­compagna a uno scarso interesse erotico verso l'altro sesso o alla quasi totale assenza di esso. 

Qui dobbia­mo esprimere una riserva: le sensazioni omosessuali, durante l'adolescenza (pubertà) fino a circa i diciassette anni, sono di solito transitorie e devono essere con­siderate come uno stadio dello sviluppo psicosoma­tico inerente alla sessualità. Esse scompaiono senza lasciare traccia quando, nella fase successiva, com­paiono le sensazioni eterosessuali. Come dirò in se­guito, la prepubertà e la pubertà sono i periodi più importanti per il possibile instaurarsi di una «vera» omosessualità: cioè di sensazioni omosessuali che sopravvivono nel corso della vita.


Inoltre, dovremmo sempre tener presente che la parola «omosessualità» sta a indicare una grande varietà di forme e tipi. Per esempio, alcuni uomini subiscono di fatto un eccitamento sessuale per ogni uomo che incontrano, mentre altri sono solamente interes­sati a certi tipi di maschi. 

Per alcuni, la sensazione omosessuale è continuamente presente nella loro immaginazione, come un'ossessione, mentre in altri compare piuttosto in modo irregolare. Alcuni sono esclusivamente orientati verso compagni all'incirca della stessa età, altri verso più anziani, altri ancora verso giovani, adolescenti o bambini (omosessuali pedofili). Alcuni di essi si diversificano per la loro preferenza per un certo tipo di compagno. 

Ci sono poi delle diversità nei ruoli che essi assumono in rapporto ai loro compagni, poiché alcuni svolgono prevalentemente il ruolo attivo, altri quello passivo, benché molti — la maggior parte — non abbiano un modello di ruolo stabilito. 

Alcune persone con ten­denze omosessuali possono a volte percepire sensa­zioni chiaramente eterosessuali, comunque di ridotta intensità; questi vengono chiamati bisessuali. Alcu­ni, poi, hanno solo sporadici impulsi eterosessuali, o ne sono quasi del tutto privi: sono i cosiddetti omosessuali esclusivi. (Dico «quasi» in quanto Freud giustamente affermava che in un'analisi accurata dei sogni notturni e delle fantasie di una persona con forti inclinazioni omosessuali, si trovano sempre tracce di una normale e profondamente nascosta disposizione eterosessuale.)
 

Alcune persone con tendenze omosessuali desiderano un partner per una relazione duratura, altre non lo desiderano. Tra il desiderio e la sua realizzazione, tuttavia, queste persone trovano un grande abisso; una relazione veramente durevole e fedele é estremamente rara, se mai si verifica. 

Ad esempio, da uno studio é scaturito che oltre il  70% di settanta uomini e donne con tendenze omosessuali, che accettavano i propri sentimenti come normali e che conducevano uno stile di vita omosessuale, desideravano una relazione duratura; ma, secondo quanto da loro dichiarato, soltanto quattro uomini e sei donne avevano avuto un solo partner negli ultimi due anni. Non importa in quale Paese questi studi vengano fatti o quale campione di persone venga preso in considerazione, i risultati sono invariabilmente gli stessi. E' tuttavia possibile distinguere tra coloro che cercano contatti transitori (cruising types) e coloro che hanno storie con un partner per un periodo di tempo più lungo - anche se non così lungo. 


Incidenza

Omissis... 



Autoidentificazione
Omissis...

Fine Capitolo due